Stefano Presutti: soggetto "DONNA"


 

Fedele alla propria tematica, incentrata sull’interpretazione del mondo femminile come simbolo universale, fedele agli schemi della ritmica classicistica, l’arte ormai matura del maestro Presutti è la riduzione dell’’immagine agli elementi plastici fondamentali : un ideale di bellezza femminile che raggiunge la perfetta armonia della forma ed un solido equilibrio architettonico.

Il valore plastico del nudo fonde il pittore allo scultore in maniera così convincente che tra i due non esiste differenza.

In quarant’anni di intensa attività, pochi come lui sono rimasti affascinati da uno stile, in perfetta aderenza dell’essenziale contro ogni artificio, ogni sperimentazione alla moda : una caparbia coerenza che lascia perplessi ed ammirati, nello stesso tempo, si è migliorato con infinita convinzione.

L’eleganza misurata dei procedimenti tecnici, costituisce un attivo non indifferente del “buon mestiere”.

Attrae la cultura figurativa del maestro come sviluppo di un unico tema: soprattutto figure femminili come frammenti di paesaggio o scorci di interni domestici, come esperienza di vita, figure materiche capaci di farsi assecondare, pronte e disponibili a varie soluzioni : a farsi indagare, a farsi costruire in anatomie spontanee, anche nei sensi.  <<Quei corpi perfetti di donne, se decapitati, sarebbero senza età!>>

Le deliziose modelle “pensanti”, quasi malinconiche, mai volgari, del maestro, nascondono un mondo  di sottintesi licenziosi, nelle loro nudità, felici di essere piacevolmente rappresentate.

Oli, pastelli, tempere, sanguigne, legni, terrecotte e quanto altro, sono espressioni infinite di una solida  eleganza d’invenzione.

Ma il Presutti è notevole soprattutto come ritrattista, incisivo, vibrante davanti ai suoi modelli, che rende presenti nelle loro individualità.

Tutte le sue opere hanno valore d’arte perché sempre intrise di un impetuoso senso plastico, modellate spesso con franchezza, con rigoroso senso della forma, saldamente ancorate al “vero”.

Tonino Romano

                                                                                                                                             



Il misterioso viaggio di Stefano Presutti nel mondo della donna avviene lungo sentieri ardui e difficili, talvolta impervi. L'artista contempla incantato l'universo femminile, ne racconta l'immensa, inquieta avventura, svelandone le segrete emozioni, le meravigliose certezze. Un approccio discreto, umano, spesso mitico.
Perché Stefano Presutti ha un rispetto sacro della donna, ammira i suoi gesti consueti legati alla natura, alla terra, ai valori eterni della famiglia, del passato.
La drammaticità dell'essere donna è resa in figure tormentate, dure come le rocce dei nostri monti, severe, forti, dolenti, disperate. Ma le sue donne hanno anche colori caldi e ruggenti del sogno, del desiderio, dell'abbandono, della poesia.
Metafora della sua fatica di artista itinerante, l'immagine della donna gli è accanto nel suo cammino verso il modello ideale.
La tensione sembra placarsi nelle sue Madonne: solari, mediterranee, ispirate alle ragazze sannite, capelli mossi corvini, occhi profondi e teneri.
Madonne e donne sempre vicine al cuore di chi ama esplorare i misteri della vita.
M. De Cristofaro




…l'arte di Stefano Presutti ha un linguaggio ben distinto che costa fatica , studio e perseveranza, un'arte che si lascia apprezzare per bellezza e compostezza formale, molto rispettosa dei maestri del passato e tanto al di sopra della vita pratica di oggi.
"Ex antiquis nova" è qui il segreto dell'ammirata opera di questo artista.
G. Toscano



I quadri esprimono, in una personalissima interpretazione dell'artista, paesaggi e aspetti della realta' evocativi e\o fantastici, che immergono in una dimensione magica del tutto peculiare. La magia è il saper cogliere, attraverso giochi di luce, quell'attimo in cui l'ombra si alterna al sole, quel momento in cui dal tramonto si passa alla notte dopo la luce, rimanendo sospesi, tra una dimensione e l'altra, in una non-dimensione, ma non per questo meno profonda. Il gioco di luci e colori ci immerge in un mondo a volte ovattato, a volte melanconico, a volte saturo e impregnato di energia incompiuta, ma come pronta ad esplodere in un momento successivo, ma senza trascendere in atmosfere troppo complesse e\o caotiche, lasciando il gusto dei tratti e delle pennellate in una dimensione possibile, tra l'onirico e il cosciente, nella quale si avverte, fin dalla alla prima occhiata, quel senso di mistero che un quadro che colpisca anche solo approssimativamente l'osservatore deve assolutamente avere.
L. Marchitto



Stefano Presutti, come ogni vero artista, non cessa di proporsi traguardi, anche ambiziosi, per sollecitare ogni sua energia all'atto creativo. Il suo sforzo si risolve in esiti talvolta espressionistici talvolta lirico-sentimentali. Sempre è in lui presente l'aspirazione a una stilizzazione formalmente tersa, semanticamente significativa: i moti del cuore, i pensieri, le emozioni tendono così a sistemarsi dal primitivo confuso disordine in un cosmos che è manifestazione di eleganza e di armonia. Il paesaggio o la figura portano sempre una sorta d'imprinting che è la cifra comunque individualizzante dell'artista di razza
R. Matarazzo



L'ultima pittura di Stefano Presutti segna una maturazione di un processo di ricerca cromatica che dura da anni. Pittore dal pennello lieve e delicato nella prima fase, approda oggi ad uno stile in cui prende il sopravvento un cromatismo solare che nulla toglie al suo lirismo narrativo, ma ne accentua le caratteristiche peculiari. Le ariose atmosfere dei suoi ultimi lavori nascondono un bisogno di trasfigurazione del reale che traspare dalle marine solitarie in cui, quasi come simbolo di umanità dolente, noti figure umane in miniatura. Il colore, a volte caldo, a tratti forte, acquista una "sonorità cromatica" assai originale. La realtà, nei suoi quadri, si trasfigura per diventare magia, favola e dimensione onirica.
L. Meccariello



Il linguaggio pittorico dell'artista Stefano Presutti è semplice, perché è sempre teso a presentare con intuito creativo quella universale realtà che è la Bellezza. Davanti ai suoi quadri, spontaneamente si esclama "quanto sono belli!" perchè la sua espressione tecnica indica in ogni evento fissato sulla tela la solarità del reale e la vasta gamma dei colori della natura, che, filtrati attraverso il vissuto interiore, esprimono chiaramente la varietà delle situazione dell'uomo. In una società dominata dalla fruizione tecnologica della natura, l'opera artistica di Stefano Presutti è volta, invece, alla ricerca e all'esaltazione del valore originario di essa come "habitat" splendido dell'uomo. L'elemento artistico si coglie sia nel rispetto di tutti gli elementi naturali e sia nel godimento cenestetico in quanto ogni sensazione è armonizzata perfettamente. In ogni caso, la pittura di Stefano Presutti è sempre più chiara e più illuminante di qualsiasi commento.
F. Panella




Le marine e le scogliere, le ombre, le trasparenze, le onde, le rocce, i riflessi…albe o tramonti, sottili fili di luce lì dove mare e cielo si incontrano mescolandosi nella trasparente sintesi del colore, delle infinite, rapide e morbide pennellate…dall’armonica fusione dei contrasti nasce la produzione artistica di Stefano Presutti. La sua Sicilia, ispida e appuntita come le sue rocce eppure calda,serena e sonnolenta nella luce delle albe e dei tramonti…i rossi accesi e vibranti, i viola intensi e onnipresenti,simboli di vita e morte, di luce e di ombra.. i carrubi ritorti sferzati dal vento eppure statici nella loro immobile fierezza…i flutti marini ora appena accennati in sottili serene e trasparenti increspature ora austere e maestose…i viottoli tortuosi e le ampie distese di cielo e mare…le sorgenti fluviali, i torrenti e gli specchi d’acqua lacustri: tutta la produzione dell’artista si risolve negli infiniti contrasti tra staticità e movimento, tra tinte dense e forti e impalpabili trasparenze, tra le molteplici sensazioni di pace e tormento che la sua opera ci comunica. Insaziabile indagatore e attento conoscitore dell’universo naturale, l’artista sa cogliere con tecniche diverse ma con costante intensità, momenti e segmenti di esistenza fissandoli poi su una tela, una ceramica o affidandoli alla calda tonalità della terracotta. E sempre ancora una volta l’armonia dei contrasti campeggia e regna sovrana nel panismo mitico e misterioso che caratterizza l’intenso e tormentato rapporto tra l’artista e l’universo .E come i paesaggi e le sue donne, dipinte o scolpite, addormentate o tormentate, sorprese nel riposo o ritratte nel dolore, nell’estasi o nel tormento del vivere, diventano anch’esse il simbolo dell’inquietudine dell’esistenza umana.
Lidia Savella




 Nel presentare l'artista Stefano Presutti e la sua opera ai cultori d'arte, non ritengo necessario ricorrere ad ampie descrizioni, né alle esaltanti espressioni adottate da parecchi critici contemporanei per spiegare i meriti dell'artista, poiché credo che le opere da ammirare siano molto più eloquenti di qualsiasi commento.
Egli non opera chiuso fra quattro mura ma, seguendo l'esempio dei geni del passato, lavora in costante rapporto con la natura, dalla quale trae ispirazione, percependo quella misteriosa essenza del vivente, generatrice della incantevole bellezza del Creato.
V. Assenza




Una comunione con l'universo che è sempre più profonda, più intima, ma che lascia spazio anche agli altri fino a condurli per mano, come fece Virgilio con Dante, nelle varie fasi della trasformazione.
E. Cucinotta



Nei paesaggi il pittore telesino recupera una sua pacata cadenza di ritmi composti e dimessi, assume come un senso di distacco dal tempo, in cui sembra riflettersi una sorta di irenica stasi dell'anima, che è quella che trasmette la natura colta nel suo calmo e solare riverberare nella luce, nel suo naturale svolgersi al ritmo delle stagioni o nel ciclico mutare delle ore del giorno.
G. Agnisola



Splendide le Marine Siciliane, quelle marine scoscese, a picco o degradanti sugli scogli rocciosi, su cui l'onda, spesso increspata dal vento, frange i suoi flutti schiumosi e bianchi. Sono abbaglianti di colori e di luci fuse in una sapiente prospettiva verso un cielo che, come nella realtà della calda terra di Sicilia, si confonde con il calore del mare. In questa natura assolata e deserta la figura umana è trattata con la stessa pennellata e diventa una sola realtà con il mondo circostante.
V. Pacelli



La natura è vita per questo artista; quella stessa vita che aleggia nei ritratti e nelle sculture, in cui la corposità e la tridimensionalità delle forme si vivifica di una spiritualità assunta a sacrale principio ispiratore.
I. Perna



Di fronte alle sue opere il pensiero corre subito a tanta poesia di Ungaretti "Mi illumino di immenso" o di Leopardi "Tra questa immensità s'annega il pensier mio : e il naufragar m'è dolce in questo mare".
P. Florio



La sua arte, che è comunque chiara e pulita, si lascia leggere e gustare anche dai non iniziati e rispecchia per chi lo conosce l'animo schietto dell'artista.
S. Pacelli



Egli è il devoto adoratore ed espositore della gloria della creazione. Egli non prega, ma ci invita a scorgere ciò che è scritto nei nostri cuori.
H. Miller